Intervento per la realizzazione della sentieristica Murgia di Sant’Oronzo. Legambiente: “Una colata di cemento in area protetta, scrigno di biodiversità".

“Dalle immagini che circolano sui social network e da verifiche fatte direttamente sul posto dai volontari dell’associazione e documentate da scatti fotografici, è evidente che quanto si sta realizzando alla Murgia di Sant’Oronzo sia un intervento invasivo e poco conforme alla prassi in materia di interventi di sentieristica in aree protette.

Chiediamo all’Ente Parco nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, appaltatore dei lavori, come indicato sull’apposito cartello informativo del cantiere, chiarezza in merito a un progetto che a nostro avviso poco si coniuga alle azioni di tutela e valorizzazione, anche turistica, del territorio”. 

E’ il commento del presidente di Legambiente Basilicata Onlus Alessandro Ferri e del responsabile nazionale aree protette e biodiversità dell’associazione Antonio Nicoletti sui lavori di realizzazione e gestione del progetto sentieristica dell’area parco in località Murgia di Sant’Oronzo ricadente nel comune di San Martino d’Agri. L’area, inoltre, è sottoposta a stringenti misure di protezione rientrando nella ZONA 1 del Parco, ad elevato interesse naturalistico e paesaggistico con inesistente o limitato grado di antropizzazione, e ricadendo nella IBA (Important Bird Area) Val d’Agri e nella ZSC (Zona Speciale di Conservazione) Murgia San Lorenzo.

“Solo qualche giorno fa presentando lo studio Biodiversità in Basilicata – continuano – abbiamo messo in evidenza l’elevato valore conservazionistico della Murgia di Sant’Oronzo che ospita nelle sue inaccessibili rocce la nidificazione del Capovaccaio (Neophron percnopterus), quasi del tutto estinto in Italia, e altre specie avi-faunistiche di elevato valore (grifone, cicogna nera) e ambienti forestali di grande pregio tra cui l'habitat “Foreste di Quercus ilex (Leccio).

Le misure di protezione e tutela – concludono – servono a poco se non accompagnate da azioni concrete di gestione, che devono essere animate da una sensibilità e un’attenzione certosina nel mettere in campo progetti che sappiano coniugare sviluppo territoriale, bellezza dei luoghi e tutela della biodiversità. Sensibilità che è evidentemente mancata ancora una volta all’Ente Parco, con l’autorizzazione e il finanziamento di un’opera interamente in cemento che ha deturpato la bellezza della murgia simbolo del Parco stesso. Chiediamo a questo punto con urgenza informazioni precise e dettagliate circa la redazione della valutazione d’incidenza dell’opera, e le eventuali misure previste la mitigazione e la compensazione dell’impatto ambientale, ma soprattutto ci appelliamo all’Ente parco affinché fermi questo sfregio alla natura e alla biodiversità”.

Foto di Luigi Apicella

 

Foto di Luigi Apicella