Era il 1994 quando un esposto di Legambiente denunciava alle procure calabresi l’esistenza di un network criminale specializzato in traffici di rifiuti tossici e radioattivi, affondati in mare con le cosiddette navi a perdere. Numerosi i dossier e le edizioni del Rapporto Ecomafia di Legambiente che hanno descritto puntualmente la "Rifiuti spa". Nel 2007 Legambiente ha promosso il "Comitato per la verità sui traffici nazionali e internazionali di rifiuti e materiali radioattivi" con relativo appello da sottoscrivere on line.
Il ritrovamento del relitto di un mercantile carico di fusti sospetti al largo di Cetraro (CS), avvenuto il 12 settembre 2009, conferma le denunce di Legambiente sulle "navi a perdere", affondate in mare volontariamente per smaltire in modo rapido e illegale rifiuti tossici e radioattivi. È bastato che un magistrato volesse fare chiarezza per trovare le prove di quanto più volte denunciato da Legambiente dalla metà degli anni ’90 in numerosi dossier. Una delle principali battaglie ambientaliste di sempre, ha finalmente trovato riscontri inoppugnabili.
Il ritrovamento pone le premesse per una immediata azione delle Istituzioni per riportare a galla la verità fino ad oggi rimasta in fondo al mare. Utilizzando le tecnologie già disponibili occorre recuperare al più presto tutti i relitti con i relativi carichi di veleni e procedere all’immediata bonifica. È in gioco la salute dei cittadini e del delicato ecosistema del Mediterraneo.
I dossier
ll Comitato per la Verità
Legambiente nel 2007 istituisce il
Comitato per la Verità per fare chiarezza sulle navi dei veleni e sui traffici nazionali e internazionali di rifiuti e materiali radioattivi.
I libri