Ex scalo merci di Potenza superiore, completata la ristrutturazione

Laboratori di riciclo, spazi espositivi per la vendita di prodotti bio a km0, sfusi e del commercio equo e solidale, ma anche luogo di incontro, formazione, ricerca e sviluppo per la diffusione della cultura ambientale e la condivisione dei saperi. E’ così che un vecchio scalo merci di una stazione ferroviaria diventa luogo di promozione dell’altra economia. Saranno queste le attività della prima Green station d’Italia, frutto dell’intesa firmata tra Legambiente, Ferrovie dello Stato Italiane e Rete Ferroviaria Italiana, per il progetto di rifunzionalizzazione della stazione di Potenza Superiore.

Il progetto è stato presentato oggi in occasione del completamento dei lavori di riqualificazione e ristrutturazione dell’ex scalo merci e della tappa nel capoluogo lucano del Treno Verde 2016, lo storico convoglio di Legambiente e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, che sta completando il suo viaggio per la Penisola per monitorare la qualità dell’aria e l’inquinamento acustico, ma anche per parlare di smart cities, ecoquartieri, mobilità nuova e stili di vita. All’incontro erano presenti Rocco Coviello, assessore all’Ambiente del Comune di Potenza; Alessandro Ferri, presidente di Legambiente Basilicata Onlus; Marianna Dragonetti e Attilio Bixio (progettisti); Fabrizio Torella (Responsabile Attività sociali d'impresa di Ferrovie dello Stato); Nunzio Cirino Groccia (Amministratore Legambiente Onlus).

“Da Potenza vogliamo innescare un nuovo processo di economia solidale che tenga conto dell’eccezionale importanza dei beni comuni ambientali. L'ex scalo merci di Potenza superiore - spiega Alessandro Ferri, presidente Legambiente Basilicata - vuole infatti essere una vetrina di tutte le azioni pratiche che ogni cittadino può da subito mettere in campo per fare la propria parte, dalla riduzione della produzione dei rifiuti alla massimizzazione della raccolta differenziata, al cambiamento degli stili di vita e del modo di approcciare ai consumi. Si tratta di applicare il concetto della sostenibilità alle nostre azioni quotidiane perché ciascun cittadino può contribuire alla riduzione degli impatti ambientali e al sostegno del sistema economico locale che risente sempre più della crisi globale e di una conseguente marginalizzazione economica”.

Il progetto – reso possibile grazie al sostegno di Fondazione con il Sud nell’ambito del progetto Centro per la sostenibilità – ha permesso di recuperare e riqualificare l’immobile della stazione superiore di Santa Maria, risalente ai primi anni del ‘900, di cui si è voluto preservare l’architettura esistente tipica dell’epoca ma allo stesso tempo dare un’impronta sostenibile a partire dall’impiego di materiali e tecniche costruttive biocompatibili, prediligendo il più possibile materie prime provenienti da riciclo, il tutto con l’obiettivo di raggiungere un certificazione di classe di consumo energetico A. Anche l’allestimento interno sarà tutto improntato sul recupero di materiali e oggetti altrimenti destinati a diventare rifiuti.

All’interno dell’immobile nascerà ScamBioLoGiCo, un luogo dove acquistare prodotti a chilometro zero e alla spina, ma anche condividere spazi per il baratto, lo scambio di servizi, idee e competenze. Sulla base di questi principi di sostenibilità ambientale e nell’ottica di una formazione dei tecnici e delle maestranze impiegate nel settore edilizio, della creazione di occasioni di integrazione reale nonché di una collaborazione sempre più produttiva tra mondo del profit e della formazione professionale è stato anche attivato durante i lavori di ristrutturazione un CANTIERE SCUOLA, che - grazie al protocollo d’intesa tra Legambiente Basilicata, EFMEA Potenza (Ente per la Formazione edile), INAIL – Direzione Regionale per la Basilicata e il Colorificio Lamorte - ha permesso di realizzare il cappotto termoisolante atto a ridurre l’utilizzo di energia legato al riscaldamento degli ambienti, con l’impiego di nove richiedenti asilo ospiti nelle diverse strutture presenti in città, destinatari direttamente sul campo della formazione sulle nuove tecniche di costruzione e di un percorso di educazione alla sicurezza sul lavoro.

“Sta nascendo, a partire dalle stazioni italiane, un nuovo modello di sviluppo territoriale che coniuga sostenibilità ambientale e coesione sociale. Imprese ferroviarie, Terzo settore, Istituzioni sono gli attori di questo nuovo modello. Basti pensare che su tutto il territorio nazionale sono 509 le stazioni interessate da comodati, oltre 87.000 i metri quadri - che superano i 100.000 con gli spazi delle grandi stazioni - per un valore economico vicino ai 120 milioni di euro. Questo di Potenza è l’esempio molto riuscito della fattiva collaborazione tra pubblico e privato che mette in primo piano il bene comune e l'interesse della collettività”, ha dichiarato Fabrizio Torella, Responsabile delle Attività Sociali d’Impresa del Gruppo FS.

L’esperienza dello scalo merci di Potenza Superiore è solo uno dei progetti di Green Station in giro per l’Italia. Progetti che hanno come cuore pulsante quello di rivalorizzare spazi non presenziati all’interno delle stazioni e snodi ferroviari, intesi non più come luoghi di arrivo e partenza ma sempre più come luoghi di incontro e socialità, oltre che di poli di attrazione urbana, centri di servizio sociali, ambientali e di mobilità collettiva.