Ecosistema Urbano 2016, la triste fotografia di Potenza e Matera

Una diffusa staticità. È questa la diagnosi dello stato di salute delle città italiane fotografate da Ecosistema Urbano 2016, il rapporto realizzato da Legambiente in collaborazione con l’istituto di ricerca Ambiente Italia e la collaborazione editoriale del Sole 24 ore, giunto alla sua XXIII edizione. Un sostanziale immobilismo che non si registra solo considerando i dati attuali con quelli dell’anno precedente, ma che si conferma anche valutando un periodo più lungo, i cinque anni della durata del mandato di un sindaco.Per i due capoluoghi lucani la fotografia scattata dal rapporto è sconfortante. Potenza passa dall’80esimo posto nella classifica generale nel 2015 all’87esimo posto nel 2016.

Matera, invece, passa dall’88esimo al 94esimo.Un peggioramento dovuto ad una mancata attuazione di politiche e di strategie per il miglioramento della qualità ambientale ma anche ad una scarsa propensione, già denunciata in passato, alla comunicazione di alcuni dati: Potenza (biossido di azoto NO2, trasporti viaggi abitante /anno), Matera (NO2, Pm10, trasporti viaggi abitante /anno, offerta trasporti, modal share, isole pedonali). Impossibile pertanto avere un quadro sia della qualità dell’aria che del sistema di trasporto pubblico locale per la Capitale europea della cultura 2019

Per ciò che attiene alla gestione dei rifiuti, Potenza resta ferma al 23,1% ma ricordiamo che il dato fa riferimento al 2015. Per vedere dei miglioramenti, ci auguriamo, dovremmo aspettare il rapporto del prossimo anno, quando il sistema di raccolta differenziata porta a porta, avviato da pochi mesi in città, sarà andato pienamente a regime. Matera, invece, conferma il suo esiguo 14% dopo la brusca retrocessione dal 20% del 2013 al 14,4% del 2014. Un dato inaccettabile per una capitale europea della cultura, che vede tendenzialmente salire di qualche dato percentuale, la produzione dei rifiuti (425,1) destinata probabilmente a salire con il sempre maggior numero di turisti che visitano la città. Auspichiamo pertanto che tra gli obiettivi che la città si propone di raggiungere in questi anni ci sia quello di accrescere non solo i livelli di raccolta differenziata ma anche quella cultura ambientale all’altezza del ruolo che adesso ricopre.

Continua ad essere veramente drammatica la situazione del trasporto pubblico nella città di Potenza. La città è tra le peggiori in Italia per numero di automobili, 73 ogni 100 abitanti. Con un’offerta di trasporto pubblico (i chilometri percorsi annualmente dalle vetture per ogni abitante residente) che scende da 39 a 23 Km/vettura/abitanti/anno. Anche l’indice del modal share è fortemente negativo: il 75% degli spostamenti privati vengono effettuati dai cittadini con mezzi a motore (auto o moto). La priorità assoluta è quindi trasferire quote significative di mobilità dal mezzo privato al mezzo pubblico, ridurre drasticamente il numero di auto in circolazione e incentivando anche l’uso di mezzi alternativi come la bicicletta a pedalata assistita. Per fare ciò non è sufficiente realizzare piste ciclabili (pari a zero nel rapporto) ma anche realizzare isole pedonali (anche queste attualmente vicine allo zero), incentivare l’intermodalità e prevedere zone con obbligo dei 30 km orari.

Anche la dispersione idrica presenta delle criticità. Anche qui Matera non brilla certo per adeguatezza, tra i Comuni con perdite superiori al 50%. Ragionevole ipotizzare, però, che una percentuale così elevata sia imputabile in maniera considerevole ai furti d’acqua e agli allacci abusivi.

Unica nota positiva per il Comune di Matera è il primato, insieme ad altri 23 Comuni, di Comune definito 100% elettrico: le fonti rinnovabili installate riescono a superare i fabbisogni elettrici delle famiglie residenti.

A Ecomondo, inoltre, Ecosistema Urbano ha premiato ScamBioLoGiCo, l’ex scalo merci della stazione Potenza Superiore oggi negozio del chilometro zero, dello sfuso e del commercio equo e solidale e prima “Green Station” d’Italia, come una delle 23 buone pratiche di sostenibilità ambientale in Italia. “Abbiamo selezionato tutte esperienze positive – spiega Alberto Fiorillo, responsabile Legambiente Onlus del rapporto – che dimostrano che il cambiamento è possibile, anzi è davvero a portata di mano, quando c’è davvero la voglia di creare discontinuità con il passato e di mettere in campo azioni per ridurre gli impatti ambientali e migliorare la qualità della città e la qualità della vita”.

“Questo riconoscimento dimostra come, attraverso la collaborazione tra associazioni, cittadini, enti profit e no profit, anche in Basilicata sia possibile rincorrere un’idea di città e di futuro ben più ampia, in grado di coniugare giustizia sociale e vivibilità, cultura e socialità, economia e ambiente – dichiara Alessandro Ferri, presidente Legambiente Basilicata Onlus - Ci auguriamo che queste iniziative siano da stimolo alle amministrazioni locali per migliorare le nostre città puntando a una nuova socialità e su un senso di comunità che nasce dalla condivisione e dalla cura di uno spazio sano e vivibile”.

I dati nazionali

La graduatoria delle città migliori: tra le prime dieci troviamo capoluoghi al di sotto degli 80mila abitanti (Macerata, Verbania, Mantova, Belluno, Oristano, Cuneo, Savona), tre centri di medie dimensioni (Trento, Bolzano e Parma) e nessuna grande città. In testa ancora prevalentemente il nord del Paese assieme con due città del centro Italia, la marchigiana Macerata quest’anno prima su tutte e la sarda Oristano (ottava). Le ultime cinque sono invece Frosinone e quattro città meridionali: Palermo, Siracusa, Caserta, Vibo Valentia, fanalino di coda della classifica.