• Il futuro della Val d'Agri ... senza fossile

    L’inesorabile avanzare della realizzazione della quinta linea al centro OLI, le fiammate quotidiane, i valori delle emissioni costantemente in over (non metanici ex rilevatore Arpab di Grumento Nova), dati e informazioni cronicamente carenti e confusi. Fortunatamente, la Val d’Agri e la Basilicata hanno affidato il proprio futuro all’esito del ricorso promosso dalle altre Regioni. Come l’Abruzzo, che il 23 Maggio è tornato in piazza con un corteo imponente che ha visto una partecipazione di quasi 40.000 persone, in una testimonianza di continuità e di forza della battaglia contro la petrolizzazione, per dire NO al progetto di Ombrina Mare.

  • Caduto Albero monumentale lucano: si tratta di un Pino d'Aleppo

    In concomitanza con l’approvazione dello schema di convenzione tra il Corpo forestale dello Stato e la Regione Basilicata per il censimento in Basilicata degli alberi monumentali (gruppi o singoli alberi che hanno rilevanza naturalistica, storica, monumentale culturale), si informa che è caduto in Basilicata proprio uno dei suoi numerosi alberi monumentali: il “Pino D’Aleppo” nel Comune di Oliveto Lucano (Mt).

  • Sblocca Italia, le trivelle in Basilicata a due mesi dalla legge

    “Lo Sblocca Italia, seppur corretto su alcuni aspetti, continua a dare carta bianca agli appetiti dei petrolieri, trasformando l’Italia e in particolare la Basilicata in una colonia per le trivelle”. E’ quanto sottolinea la Legambiente Basilicata a distanza di circa due mesi dall’approvazione della legge. L’associazione fa il punto sulla questione petrolio in Basilicata, rendendo noti gli ultimi dati aggiornati. Al 31 dicembre 2014 in Basilicata sono presenti 10 permessi di ricerca per un totale di 1.357,61 chilometri quadrati e 26 Comuni interessati.