La staffetta dei sindaci per un futuro 100% Rinnovabile

Negli ultimi dieci anni le fonti rinnovabili hanno contribuito a cambiare il sistema energetico italiano. Da nord a sud del Paese l'alternativa alle trivellazioni di petrolio e gas esiste già. La Basilicata, anche e soprattutto dopo gli scandali legati alla lobby del petrolio, è una delle regioni italiane che può fare un salto di qualità in avanti nella gestione del sistema energetico ma anche nel contributo rispetto agli accordi della COP21. 

Per questo Legambiente rilancia la sfida per spingere un modello energetico che ha al centro il territorio. Innovativo, pulito e democratico che tiene assieme la sfida del clima con quella del lavoro e dell'innovazione. Un appello lanciato a Potenza in occasione della tappa del Treno Verde che sta per concludere il suo viaggio per la Penisola per monitorare la qualità dell’aria e l’inquinamento acustico, ma anche per parlare di smart cities, ecoquartieri, mobilità nuova e stili di vita.

La tappa lucana è stata l’occasione per rilanciare anche in questa regione la Staffetta dei sindaci, la campagna lanciata da Legambiente per chiedere ai primi cittadini italiani di sostenere il Sì al referendum del 17 aprile per poter decidere come progettare lo sviluppo energetico futuro sul proprio territorio firmando il Manifesto dell’Autoproduzione da fonti rinnovabili, a cui hanno già aderito oltre 400 sindaci da tutta Italia. All’appello hanno già aderito Nicola Valluzzi, presidente della Provincia di Potenza, Salvatore Adduce presidente dell'Anci Basilicata, Graziano Scavone sindaco di Tito e Pasquale Pepe sindaco di Tolve.

«Chiediamo a tutti i sindaci lucani di sottoscrivere il Manifesto per l'autoproduzione da fonti rinnovabili di Legambiente – dichiara Valeria Tempone, direttrice Legambiente Basilicata onlus –. Ai primi cittadini chiediamo di schierarsi in prima linea contro le politiche petrolifere insensate del Governo nazionale, soprattutto alla luce delle recenti inchieste sulla lobby del petrolio che ha interessato la nostra regione. Dobbiamo piuttosto costruire un futuro incentrato sulle fonti rinnovabili e sull'efficienza energetica perché le fonti fossili rappresentano il passato mentre le energie rinnovabili rappresentano la strada più efficace e praticabile per ripensare il sistema energetico in una direzione più moderna, pulita e democratica. Sono già molti gli amministratori che hanno aderito alla nostra "staffetta" per dire 'no' a un'Italia ancora schiava del petrolio. La sfida passa per alcune scelte coraggiose capaci di accompagnare un'innovazione diffusa sul territorio e di creare opportunità di risparmio energetico e in bolletta oltre che nuove opportunità lavorative».

«Attraverso le fonti rinnovabili si possono ridurre i 51 miliardi di bolletta energetica italiana, spesi per importare fonti fossili, aiutare famiglie e imprese a risparmiare e prodursi da soli l’elettricità e il calore di cui hanno bisogno, ridurre inquinamento e emissioni di gas serra – spiega Simone Nuglio, responsabile del Treno Verde di Legambiente -. In questa prospettiva si crea più lavoro, perché in un modello distribuito si sposta il baricentro verso la gestione e manutenzione con vantaggi per i territori; si muovono investimenti in ricerca e in una innovazione che oggi ha al centro sistemi di accumulo e di gestione dell’energia attraverso smart grid e applicazioni nella mobilità elettrica. Impianti solari termici e fotovoltaici, eolici, da biomasse, geotermici, mini idroelettrici integrati nel paesaggio e con sistemi efficienti sono oggi una opportunità straordinaria per dare risposta alla crisi economica creando opportunità per i territori e per le famiglie da una riduzione delle bollette e da ambienti più vivibili. E’ questa l’alternativa alla dipendenza dalle fonti fossili, l’unica strada possibile per arrivare ad avere un Paese libero da gas, petrolio e carbone