Comuni Rinnovabili 2016.Le buone pratiche per uscire dal fossile

Monte­murro (Pz), segnalata per la promozione dell’utilizzo di celle fotovoltaiche per l’oscuramento delle vetrate nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni solari nel fotovoltaico per l'edilizia pubblica. Trivigno (Pz), Castelgrande (Pz) e Satriano di Lucania (Pz), tra i primi 10 Co­muni del mini eolico per contributo rispetto ai consumi medi delle famiglie residenti, con Trivigno nelle prime 6 posizioni insieme a piccoli o piccolissimi Comuni dove, teoricamente, già oggi il 100% dei consumi elettrici delle famiglie potrebbero essere sod­disfatti dagli impianti di mini eolici presenti. 

Il primo impianto italiano di accumulo da 2 MW/2MWh associato ad un impianto eolico da 18 MW, con l’obiettivo di studiare sul campo l’utilizzo del sistema per ridurre gli sbilanciamenti tra previsione e reale produzione inaugurato a novembre 2015 nel Comune di Pietragalla in Provincia di Poten­za: un progetto portato avanti da Enel Green Power e un passo avanti importante nella gestione dell’energia immessa in rete dalle fonti rinnovabili, permettendo di aumentare la flessibilità di gestione e l’uniformità dei flussi energetici riducendo l’intermittenza che spesso caratterizza queste tecnologie. Il sistema di accumulo utilizza batterie a ioni

di litio garantendo elevati standard di efficienza tanto da restituire al sistema quasi tutta l’energia elettrica immagazzinata. Sono queste le buone pratiche lucane citate nel rapporto Comuni Rinnovabili 2016 di Legambiente presentato ieri. 

Il mondo dell’energia sta cambiando velocemente, in Europa e nel mondo, con fenomeni nuovi e inaspettati, come la crescita esponenziale dell’energia pulita in paesi come quelli asiatici e del Centro America. In questo contesto, l’Italia è al centro del cambiamento: in 10 anni, infatti, la crescita delle fonti rinnovabili ha portato il contributo rispetto ai consumi dal 15 al 35,5%, grazie a un modello di produzione distribuito nel territorio con oltre 850 mila impianti diffusi da Nord a Sud, dalle aree interne alle grandi città. Ciò ha permesso un aumento della produzione pulita di 57,1 TWh, mentre il numero di Comuni in cui è installato almeno un impianto da fonti rinnovabili è passato da 356 a 8047. In 2.660 Comuni l’energia elettrica pulita prodotta supera quella consumata.

Ma sono 39 i migliori Comuni d’Italia individuati da Legambiente, dove il mix di impianti diversi permette di raggiungere il 100% di energia da fonte rinnovabile sia per gli usi termici che per quelli elettrici grazie a soluzioni sempre più innovative e integrate, con smart grid, mobilità elettrica, accumulo e con l’incredibile risultato di avere bollette meno care per imprese e famiglie. La Basilicata non ha Comuni inclusi nella classifica ma si è guadagnata a pieno titolo di essere annoverata nel racconto dell’innovazione energetica del territorio italiano attraverso la frontiera della ricerca e sperimenta­zione su cui oggi si concentrano enormi attenzioni dall’Europa agli Stati Uniti. In particolare l’impianto di Pietragalla viene citato tra i buoni esempi de “Le comunità dell’energia”, intendendo quelle realtà dove cooperative, aziende, amministrazioni pubbliche, privati cittadini hanno promosso innovazioni energetiche che vanno nella direzione dell’autoproduzione da fonti rinnovabili e che aprono la strada verso l’autonomia energetica.

“ Il Rapporto Comuni rinnovabili racconta il successo delle fonti pulite nel territorio italiano, con numeri e buone pratiche che descrivono il grande cambiamento avvenuto nel territorio italiano e di cui la Basilicata ne è parte – afferma Valeria Tempone, direttrice di Legambiente Basilicata Onlus - Ovviamente si può fare molto di più. L’Italia può trarre il massimo beneficio dallo sviluppo delle rinnovabili, perché può ridurre le importazioni di fonti fossili dall’estero grazie alle risorse rinnovabili presenti nel territorio, dal vento al sole alle biomasse. E la Basilicata in questo rapporto dimostra che può farcela, può essere innovativa e può contare su un potenziale che può liberarla definitivamente dalla dipendenza dal fossile”.

Il nuovo modello energetico sta diventando sempre più distribuito, a partire dal solare con i 40.660 impianti di fotovoltaico installati nel 2015 in larga parte di piccola taglia (7kW di media). I vantaggi di questi risultati sono raccontati dai numeri. Meno elettricità da impianti inquinanti: si è ridotta la produzione da impianti termoelettrici, che in dieci anni hanno visto passare la produzione da 258,3 TWh agli attuali 180,8, con una riduzione del 30%. Nuova occupazione: sono 82mila, secondo Eurobserver, gli occupati creati nelle fonti rinnovabili in questi anni. Purtroppo in calo rispetto ai 125.400 raggiunti nel 2011, per il taglio degli incentivi e per la fase di incertezza degli investimenti. Una prospettiva duratura di innovazione energetica potrebbe portare gli occupati nelle rinnovabili a 200mila unità e quelli nel comparto dell’efficienza e riqualificazione in edilizia a oltre 600mila.