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Parchi in rete a difesa del lupo

L’Appennino come spazio di coordinamento e tutela

È stato presentato oggi a Badia Morronese (Sulmona) in provincia dell’Aquila, il progetto Life Wolfnet, nella sede del Parco Nazionale della Majella, tra i primi in Italia a predisporre e mettere in atto un sistema di sorveglianza sanitaria sulla fauna selvatica e sul bestiame monticante.

Parner del progetto sono il Parco Nazionale del Pollino; il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna; la Provincia dell’Aquila; l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana e Legambiente; altri 8 enti pubblici, tra riserve naturali, parchi nazionali e regionali, province appenniniche, hanno cofinanziato il progetto, mentre tutte le regioni interessate dalle attività hanno reso il loro supporto istituzionale.

“Fino a 20 anni fa su tutto il territorio nazionale si contavano 70 – 80 esemplari di lupo appenninico – spiega Nicola Cimini, direttore del Parco Nazionale della Majella – oggi questi sono i numeri del nostro parco, 75mila ettari di territorio protetto che ospitano oltre il 78% delle specie di mammiferi (eccetto i Cetacei) presenti in Abruzzo, e oltre il 45% di quelle italiane.

L'approvazione del Progetto Life Wolfnet rappresenta il coronamento delle attività intraprese negli ultimi anni dal Parco Nazionale della Majella e ci aiuterà a uniformare i sistemi di monitoraggio e gestione della specie e a combattere la persecuzione illegale della specie”.

Il progetto mira a ridurre il conflitto con le attività di zootecnia, contrastare il fenomeno delle mortalità illegali, ridurre i rischi sanitari, minimizzare l’impatto delle attività antropiche sul ciclo biologico della specie e in particolar modo ad esportare un modello gestionale, sostenibile sul lungo termine e rimodulato sulle caratteristiche territoriali, all’interno di altre aree della rete Appennino Parco d’Europa.

 “Nell’anno internazionale della biodiversità è fondamentale raccontare come l’Appennino sia un contenitore di grande valore in Europa e in Italia - dichiara Antonio Nicoletti, Responsabile Nazionale Aree Protette e Biodiversità Legambiente – un network per la protezione del lupo, la specie bandiera di questo territorio, serve a evidenziare come progetti strategici e di rete, come Appennino Parco d’Europa (Ape), possano dare risposte sia in termini di sviluppo delle zone interne sia di protezione di habitat e specie”

Le principali azioni di progetto sono:

-creazione di un Network istituzionale per l’unificazione delle procedure decisionali relative alla gestione del lupo e per la sua conservazione nello spazio APE (Appennino Parco d’Europa);

- implementazione delle procedure di accertamento dei danni causati dal lupo alla zootecnia;

- strategie mirate di prevenzione del fenomeno delle predazioni da lupo sul bestiame e mitigazione del conflitto lupo-zootecnia, adattate alle realtà locali e non sviluppate su criteri generalisti;

- attività diagnostiche e specialistiche medico-legali ed investigative di contrasto alla persecuzione illegale nei confronti del lupo, mediante le attività dei medici veterinari dei parchi e la istituzione, nei tre parchi nazionali coinvolti, di Gruppi Operativi Specialistici;

- tutela nuclei riproduttivi di lupo e rilevamento precoce delle situazioni di rischio tramite l’uso della telemetria satellitare.

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