Maratea (Pz), 26 luglio 2010
Goletta Verde di Legambiente a Maratea presenta le criticità del mare
e delle coste della Basilicata
Le minacce per il mare e i 62 chilometri di coste della Basilicata arrivano dalle foci di fiumi, che rappresentano 3 su 4 dei punti critici rilevati dall'imbarcazione ambientalista, ma anche dalle carenze nel sistema depurativo, messo sotto la lente d'ingrandimento in 1 dei 4 punti monitorati. Sono risultate gravemente inquinate 2 foci sulle 3 analizzate, contaminata anche la terza, ma con livelli di inquinamento minori. Nella fattispecie hanno fatto registrare i livelli più alti di inquinamento le foci dei fiumi Basento e Sinni, contaminata microbiologicamente, ma a un livello di guardia più contenuto, anche la foce dell'Agri. Ancora. Un forte inquinamento è stato registrato nel canale a valle del depuratore di Nova Siri, in località Torre Bollita.
È questa l'allerta lanciata da Goletta Verde - la campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e all'informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al contributo di Consorzio Ecogas e Novamont - a conclusione della tappa lucana. Le criticità del mare e delle coste della Basilicata sono state presentate questa mattina a Maratea da: Antonio Nicoletti, Responsabile aree protette di Legambiente, Pietro Fedeli, Direttore dell'Osservatorio Ambiente e Legalità Regione Basilicata, Valeria Tempone, Responsabile eco sportello rifiuti-energia di Legambiente Basilicata, Agatino Mancusi, Assessore regionale all'Ambiente, Mario Di Trani, Sindaco di Maratea e da Tiziana Manca, Comandante Capitaneria di Porto Maratea.
Focalizzate sui punti critici, le analisi dei biologici di Goletta Verde hanno evidenziato con campionamenti puntuali una situazione preoccupante presso lo sbocco a mare dei grandi fiumi, ma anche deficienze strutturali del sistema depurativo.
"Le analisi di Goletta Verde confermano una tendenza emersa già lo scorso anno, quando risultò gravemente inquinata la foce del Basento e contaminata quella dell'Agri. Oggi come allora il principale indiziato dell'inquinamento microbiologico rilevato nella acque marine lucane - ha spiegato Pietro Fedeli, Direttore dell'Osservatorio Ambiente e Legalità Regione Basilicata - è l'insufficiente depurazione, messa in crisi anche dall'aumento estivo del carico antropico. Da notare che questa situazione è emersa nonostante questa estate sia entrata in vigore la nuova normativa sulle acque di balneazione, con criteri più permissivi rispetto al precedente Dpr 470/1982. Con il recepimento della nuova direttiva europea che rende più permessivi i criteri per la balneabilità, molte località rischiano di risultare meno inquinate solo perché è cambiata la legge. Al contrario per risolvere definitivamente i problemi di trattamento delle acque reflue, non servono 'colpi di spugna' normativi, ma risorse economiche e nuovi cantieri per colmare quel deficit di depurazione, che in Basilicata lascia quasi 150 mila cittadini, pari al 25,3% del totale, senza un servizio di depurazione".
Le criticità del quadro depurativo della Basilicata sono in parte legate all'afflusso turistico nei periodi di punta, in parte a reti fognarie e sistemi di depurazioni insufficienti a supportare la depurazione dei reflui urbani. Tanto più che il 28% degli impianti non sono operativi. Se la media regionale per il servizio di depurazione è del 74,7%, a livello dei singoli capoluoghi di provincia si registrano livelli superiori di diffusione del servizio.
"La recente vicenda dell'inquinamento del lago Pertusillo - ha sottolineato Valeria Tempone, Responsabile eco sportello rifiuti-energia di Legambiente Basilicata - è la prova più evidente della criticità del sistema depurativo e di quanto siano urgenti e necessari interventi seri per evitare l'inquinamento delle acque dei nostri fiumi, dei nostri laghi e del nostro mare ed i disastri ambientali cui stiamo assistendo. E purtroppo le brutte notizie per mare e coste della Basilicata arrivano anche dagli illeciti registrati nelle acque marine e lungo la linea costiera. Come denunciato dal rapporto Mare Monstrum 2010 di Legambiente, infatti, nei dodici mesi appena passati sono stati accertati 62 casi di scarichi abusivi e 8 di illeciti edilizi sul demanio marittimo".
Segnali positivi arrivano invece dalle 4 località regionali premiate con le Vele della Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano. Guida che segnala le 364 località costiere di mare che hanno scommesso sulla qualità a trecento sessanta gradi, coniugando l'offerta turistica al rispetto dell'ambiente. Ha conquistato quattro vele il comune di Maratea; mentre Bernalda, Policoro e Scanzano Jonico ne hanno conquistate due.
"Se qualità e salvaguardia dell'ambiente sono due pietre miliari attraverso le quali passa lo sviluppo sostenibile dei comuni costieri - ha commentato Antonio Nicoletti, Responsabile aree protette di Legambiente - la creazione dell'Area Marina Protetta Costa di Maratea andrebbe proprio in questa direzione. L'istituzione del parco marino, infatti, non solo sarebbe un contributo indispensabile alla tutela del prezioso ecosistema marino-costiero di Maratea, ma darebbe un ulteriore importante impulso alla sviluppo di un turismo di qualità in questa perla del Tirreno. Non a caso l'esigenza di creare un'area marina protetta lungo le coste di Maratea è condivisa sia dal Comune che dalla Regione, peccato che all'istituzione effettiva del parco manchi ancora il decreto istitutivo del dicastero dell'Ambiente. Ancora una volta, quindi, torniamo a Maratea per chiedere al ministro Prestigiacomo di attivarsi immediatamente e di emanare il decreto istitutivo dell'AMP Costa di Maratea. Celebrare l'anno che le Nazioni unite dedicano alla biodiversità rendendo finalmente operativa questa AMP sarebbe un segnale importante, non solo per questo territorio e per le comunità che ospita".
LE CRITICITA' DEL MARE DELLA BASILICATA
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I prelievi vengono eseguiti dalla squadra di tecnici che viaggia via terra e vengono effettuate le analisi chimiche direttamente in situ con l'ausilio di strumentazione da campo. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell'analisi, che avviene nei laboratori mobili lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell'acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità / salinità).I prelievi vengono eseguiti dalla squadra di tecnici che viaggia via terra e vengono effettuate le analisi chimiche direttamente in situ con l'ausilio di strumentazione da campo. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell'analisi, che avviene nei laboratori mobili lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell'acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità / salinità).

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Ufficio Stampa Goletta Verde, Laura Genga - 347 9894525
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