Incidente al Centro Oli di Viggiano: una coltre nera avvolge la valle

Ci avete rotto i polmoni! E’ questo il commento di Legambiente Basilicata, riprendendo lo slogan della storica campagna Mal’aria, all’ennesimo incidente accaduto nella ultime settimane al COVA di Viggiano. Una coltre nera e un forte odore di zolfo avvolgono infatti da qualche giorno la Val d’Agri, causando a ragion veduta paura e sconcerto tra i cittadini. 

Ridicole le solite rassicurazioni dell’ENI sull’episodio che dimostrano come la compagnia pensi ormai di trovarsi in un regime di totale extraterritorialità, mentendo continuamente nell’affermare che “va tutto bene” e operando senza alcun rispetto per la popolazione e il territorio che le dà ricchezza.

L’incidente dimostra ancora una volta quanto la filiera del petrolio (estrazioni, trattamento e trasporto) nonostante le promesse di ENI di impiego delle migliori tecnologie possibili, non può essere a rischio zero. Lo stillicidio di incidenti, anomalie e malfunzionamenti che si susseguono da anni sono la prova che c’è più di qualcosa che non va nell’impianto e che non possiamo aspettare un incidente grave per porvi seriamente rimedio.

In questa situazione di costante minaccia alla salute dei cittadini e alla salubrità dell’ambiente, non ci può essere altro rimedio che un blocco immediato della produzione finché non saranno ristabilite le condizioni minime di sicurezza, accertate le cause dell’incidente e verificati gli effetti sulle matrici ambientali. L’episodio conferma inoltre la necessità di disporre di un autonomo e credibile sistema di controllo e verifica delle attività ENI, che mostra ancora una volta tutti i suoi limiti e le sue carenze.

La Val d’Agri è ormai al bivio e la strada da percorrere non è più quella buia e nebulosa del fossile.