Votare SI il 17 aprile un atto di amore verso il nostro mare

Il 17 aprile si vota e dobbiamo essere in tanti a votare SI. E’ un dovere, un esercizio di democrazia, un atto d’amore verso la nostra terra. Il 17 aprile abbiamo l’occasione di dare un segnale potente: il Paese ha bisogno di cambiamento, che si traduce in autoproduzione energetica, generazione distribuita e democratica, creazione di nuovo lavoro legato alle rinnovabili, rigenerazione urbana, messa in sicurezza del territorio. Un cambiamento nel segno dell’innovazione e della modernità, che ci renda liberi dal petrolio, da sempre fonte di inquinamento ambientale ed etico”.

SPORCO PETROLIO: la lunga scia della corruzione, dell'inquinamento e del malaffare nel settore estrattivo

Il settore delle estrazioni di petrolio e gas è in assoluto tra i più a rischio corruzione, con un tasso del 25% di corruzione percepita (dato Trasparency). Petrolio, gas e risorse minerarie costituiscono tuttora i settori a maggior rischio corruzione del mondo (dati Ong Global Witness). In un campione di 427 casi di corruzione registrati tra il 1999 e la fine del 2014, quelli riguardanti i settori citati rappresenterebbero da soli il 19% del totale.

Legambiente presenta il dossier "Il futuro oltre il petrolio"

In Italia nel 2015 la produzione di petrolio è stata di 5,5 milioni di tonnellate, di queste il 69% arriva dai giacimenti a terra della Basilicata, i più grandi non solo del Paese ma di tutta l’Europa occidentale. Ma c’è il rischio che nei prossimi anni si arrivi a quintuplicare i territori interessati dalle trivellazioni. E proprio da questa regione è arrivata la conferma che il petrolio rappresenta una filiera oscura e foriera di distorsioni, che inquina non solo l’ambiente ma anche le politiche di un’intera classe dirigente regionale e nazionale.