Stop trivelle nelle Ionio, iniziativa a Policoro

Diciotto procedimenti attivi per un totale di circa 14mila chilometri quadrati da Taranto a Crotone: una superficie grande quanto l’intera Campania è sotto scacco delle compagnie petrolifere. Sono questi i numeri della folle corsa all’oro nero che non risparmia le coste ioniche, così gli altri mari italiani. Un vero e proprio assalto delle compagnie petrolifere frutto di una scellerata scelta in campo energetico del Governo che sta letteralmente svendendo i nostri mari.

NO al petrolio in mare ma anche in terra ferma

“No al petrolio in mare ma anche in terra ferma. Il governatore Pittella dovrebbe estendere il suo ragionamento all’intera regione. Se il mare rappresenta la storia della Basilicata, figuriamoci la montagna e la sua ruralità. Il nostro governo regionale oltre ad essere miope, vede con un occhio solo”. E’ questo il commento della Legambiente Basilicata all’ultimo intervento del presidente Marcello Pittella rispetto alla partecipazione alla manifestazione indetta per il 15 luglio a Policoro promossa dal sindaco della città insieme ai Governatori di Puglia e Calabria contro le trivellazioni nello Ionio.

Il futuro della Val d'Agri ... senza fossile

L’inesorabile avanzare della realizzazione della quinta linea al centro OLI, le fiammate quotidiane, i valori delle emissioni costantemente in over (non metanici ex rilevatore Arpab di Grumento Nova), dati e informazioni cronicamente carenti e confusi. Fortunatamente, la Val d’Agri e la Basilicata hanno affidato il proprio futuro all’esito del ricorso promosso dalle altre Regioni. Come l’Abruzzo, che il 23 Maggio è tornato in piazza con un corteo imponente che ha visto una partecipazione di quasi 40.000 persone, in una testimonianza di continuità e di forza della battaglia contro la petrolizzazione, per dire NO al progetto di Ombrina Mare.

Sblocca Italia, le trivelle in Basilicata a due mesi dalla legge

“Lo Sblocca Italia, seppur corretto su alcuni aspetti, continua a dare carta bianca agli appetiti dei petrolieri, trasformando l’Italia e in particolare la Basilicata in una colonia per le trivelle”. E’ quanto sottolinea la Legambiente Basilicata a distanza di circa due mesi dall’approvazione della legge. L’associazione fa il punto sulla questione petrolio in Basilicata, rendendo noti gli ultimi dati aggiornati. Al 31 dicembre 2014 in Basilicata sono presenti 10 permessi di ricerca per un totale di 1.357,61 chilometri quadrati e 26 Comuni interessati.