Legambiente Protezione Civile

 

Legambiente nella lotta agli incendi boschivi

 

"Per incendio boschivo si intende un fuoco con suscettività a espandersi su aree boscate, cespugliate o arborate, comprese eventuali strutture e infrastrutture antropizzate poste all'interno delle predette aree, oppure su terreni coltivati o incolti e pascoli limitrofi a dette aree."

Art. 2 Legge 21 novembre 2000 n. 353

Introduzione

Il patrimonio forestale italiano, tra i più considerevoli d'Europa per ampiezza e varietà di specie, costituisce un'importante ricchezza per l'ambiente, per l'equilibrio del territorio e per la conservazione delle biodiversità e del paesaggio. Un vero e proprio tesoro che contribuisce a rendere unico il territorio del nostro Bel Paese.

Ogni anno assistiamo alla messa a fuoco di migliaia di ettari di bosco, spesso dovuto a cause dolose, legate alla speculazione edilizia, oppure all'incuria e alla disattenzione dell'uomo. Le conseguenze per l'equilibrio naturale sono gravissime e i tempi per il riassetto dell'ecosistema sono molto lunghi, possono occorrere perfino 200 anni per veder risorgere dopo un incendio un bosco di latifoglie! Ma oltre all'evidente danno ambientale e paesaggistico gli incendi rappresentano anche una profonda ferita per tutte quelle comunità in cui il turismo ambientale rappresenta una voce importante nelle economie locali.

Oggi grazie ad una decisa campagna di sensibilizzazione e ad una sempre migliore organizzazione del complesso apparato antincendio delle regioni e dello Stato, si cerca, per quanto possibile, di frenare questa inesorabile piaga. L'obiettivo è quello di realizzare una cultura della tutela del patrimonio forestale, inteso come bene imprescindibile che appartiene alla stessa collettività. E' necessario, pertanto, dare impulso a tutte quelle azioni di carattere informativo e formativo che concorrono alla crescita di una cultura dell'ambiente e del bosco, promovendo la consapevolezza che uomini e alberi appartengono al medesimo contesto naturale.

In questo ambito si inserisce il settore di Protezione Civile della Legambiente, che da tempo si sta attivando per supportare la crescita di circoli e gruppi locali che operino nell'attività di antincendio boschivo. Dalle campagne informative nazionali come "Non scherzate col Fuoco" a quelle locali nei Parchi nazionali, dall'attività di monitoraggio e quelle di avvistamento e segnalazione dei focolai sul nascere, dall'intervento di spegnimento diretto alle azioni di prevenzione sul bosco, la lotta agli incendi boschivi dimostra di essere un terreno sempre più vitale nella nostra Associazione.

Questo documento vuole essere un utile strumento per tutti quei circoli che intendono intraprendere questa avventura o che vogliano accrescere la loro azione nell'ambito della lotta agli incendi boschivi. Nelle esperienze consolidate dalla nostra associazione sul territorio si è potuto riscontrare una forte attenzione in particolare dei giovani in questo delicato settore di volontariato, dimostrando le grandi potenzialità aggregative che la lotta agli incendi può rappresentare.

L'entità del fenomeno e le cause

Soltanto lo scorso anno sono stati ben 8.550 gli incendi boschivi che hanno trasformato in cenere oltre 48.000 ettari di quel territorio che spesso rende unico il nostro Belpaese. Una incredibile perdita di ecosistemi e di paesaggi, ma anche una perdita sociale ed economica per tutte quelle comunità locali che hanno scommesso sul turismo ambientale per il loro futuro. La Sardegna e la Calabria le regioni che lo scorso anno sono state più colpite dagli incendi boschivi (rispettivamente 2.455 e 2.284).

 

GLI INCENDI BOSCHIVI NEL 2004
Fonte: Corpo Forestale dello Stato — elaborazione Legambiente

Regione

Incendi

Superficie boscata (ha)

Superficie non boscata (ha)

Totale (ha)

Media ha/incendio

Valle d'Aosta

12

12

23

35

2,9

Piemonte

179

563

207

771

4,3

Lombardia

149

347

276

623

4,2

Trentino A. A.

24

13

1

14

0,6

Veneto

16

3

1

4

0,3

Friuli V. G.

20

20

6

26

1,3

Liguria

317

689

139

828

2,6

Emilia R.

39

45

44

89

2,3

Toscana

299

664

455

1.119

3,7

Umbria

55

82

53

135

2,5

Marche

48

56

80

136

2,8

Lazio

328

1.942

1.258

3.200

9,8

Abruzzo

66

232

425

657

10,0

Molise

235

39

206

245

1,0

Campania

697

1.142

1.072

2.214

3,2

Puglia

193

539

470

1.009

5,2

Basilicata

197

242

886

1.128

5,7

Calabria

2.284

3.040

5.815

8.855

3,9

Sicilia

937

2.480

7.027

9.507

10,1

Sardegna

2.455

4.600

13.456

18.056

7,4

TOTALE

8550

16.750

31.900

48.651

5,7

 

In Italia praticamente non esistono, come ad esempio accade in Australia o negli Stati Uniti d'America, incendi di origine naturale o accidentale (meno del 4%). I roghi nel nostro Paese sono sempre causati dall'uomo. Oltre il 60% degli incendi, infatti, sono di natura dolosa, spesso appiccati intenzionalmente da piromani legati alla criminalità organizzata, a speculazioni o all'illusione di poter creare posti di lavoro connessi alle attività di spegnimento. Interessi di pochi che, come conseguenza, pregiudicano lo sviluppo economico compatibile con l'ambiente di intere comunità. Meno del 15% degli incendi è invece di natura colposa a causa dell'imprudenza, della negligenza e della violazione delle semplici norme di prevenzione da parte dei fruitori dei boschi.

Analizzando l'andamento degli incendi suddivisi per causa dal 2000 al 2003 si evidenzia come, mentre per gli incendi colposi la percentuale è in costante diminuzione (segno di un'attività di informazione e sensibilizzazione efficace), gli incendi dolosi continuano anno dopo anno ad aumentare.

Sebbene le attività investigative del Corpo Forestale dello Stato per reprimere il fenomeno degli incendi siano sempre più intense e l'impiego di elicotteri e Canadair, in ausilio alle squadre a terra si dimostri ogni anno più tempestivo ed efficace, è necessario eliminare la possibilità di speculare sulla gestione delle aree bruciate, svolgere un'oculata manutenzione dei boschi ed ampliare le aree protette e i Parchi Nazionali: sono queste le principali armi a disposizione contro gli incendi. In altre parole una lotta agli incendi boschivi a 360° da realizzare durante tutto l'anno, come prevede la legge quadro in materia di antincendio boschivo n° 353 del 2000, ancora oggi troppo spesso disattesa.

 

PERCENTUALE DEGLI INCENDI PER CAUSA 2000-2003
F onte: Corpo Forestale dello Stato — elaborazione Legambiente

Anno

Naturali

Accidentali

Colposi

Dolosi

Dubbi

2000

0,9

0,5

11,8

57,7

29,1

2001

1,1

0,5

34,8

59,8

4,0

2002

0,7

0

17,8

59,2

22,3

2003

2,7

0,7

14,2

61,5

20,9

 

 

Le campagne di antincendio boschivo

Per operare nell'antincendio boschivo ci sono tante attività diverse da concretizzare sul territorio, ognuna importante e fondamentale. Come Legambiente siamo convinti che una seria battaglia contro i roghi sia possibile solo se si opera a 360 gradi durante tutto l'anno, mettendo in campo tutte quelle operazioni e quelle iniziative che tendano ovviamente a limitare i danni una volta che l'incendio è partito (spegnimento, prevenzione sul bosco e avvistamento), ma anche attaccare le cause che portano ai tanti roghi che divampano nel nostro paese fermando "a monte" le motivazioni che portano all'innesco dell'incendio (informazione, supporto alle attività investigative del Cfs, perimetrazione delle aree percorse dal fuoco). Per questo parliamo di campagne di antincendio boschivo a 360 gradi che durino tutto l'anno. I circoli, a seconda delle loro forze e delle problematiche specifiche del loro territorio potranno operare in alcuni dei settori di intervento di antincendio o mettere in campo un'attività a tutto campo. Con questo documento vogliamo sintetizzare le possibili aree di intervento per i nostri gruppi e i passaggi fondamentali per operare.

Un elemento spesso sottovalutato in passato nelle attività AIB concretizzate dai nostri circoli è stato la comunicazione delle attività svolte. Fare una cosa non significa automaticamente che gli altri (cittadini, istituzioni, mondo del volontariato, ecc.) abbiano una percezione di ciò che abbiamo fatto. Eppure il comunicare le attività svolte è fondamentale per l'aggregazione dei volontari e per aprire rapporti di collaborazione e di fiducia con gli enti territoriali e con le altre associazioni. Per questo è fondamentale dopo aver realizzato una campagna di Antincendio boschivo, oltre al rapporto con i media, redarre delle brevi relazioni sul lavoro svolto (periodo, numero volontari coinvolti, ore di volontariato, numero di incendi avvistati o spenti, ecc.) da inviare al Comune, alla Provincia, alla Regione, al Corpo Forestale dello Stato e all'ente parco. Non sottovalutate l'importanza di inviare la relazione anche al nazionale di Legambiente, magari con qualche bella fotografia, che può valorizzare il vostro operato sul sito internet e sulla nuova ecologia,nonché trasmettere una relazione nazionale al Dipartimento della Protezione Civile.

L'addestramento

Le attività addestrative rappresentano un primo passo fondamentale per operare nell'antincendio boschivo. I corsi di formazione e le esercitazioni permettono ai volontari di operare al meglio, di pianificazione l'organizzazione del gruppo, di avere una buona manutenzione dell'equipaggiamento e delle attrezzature, di facilitare la conoscenza tra e la sinergia tra i volontari e accrescere il senso di gruppo e, soprattutto, per apprendere quelle norme e quei comportamenti per operare in sicurezza.

Inoltre i corsi di formazione e le esercitazioni rappresentano un fondamentale strumento per rafforzare i rapporti con tutti i soggetti interessati nella lotta agli incendi (in particolare il Corpo Forestale dello Stato), nonché si possono rivelare un fondamentale strumento aggregativi per avvicinare nuovi soci al circolo.

E' fondamentale in questo senso essere aggiornati sui corsi organizzati da altri enti (Comuni, Province, Comunità Montane e Regione) dove iscrivere i propri soci e/o organizzare corsi in prima persona. In questo secondo caso è fondamentale concordare i programmi e avere invitare come docenti personale del Corpo Forestale dello Stato e della Regione. Non và inoltre sottovalutata nell'organizzare un corso la necessità di prevedere un modulo legato alla conoscenza del territorio e delle sue caratteristiche, elemento fondamentale per operare nell'antincendio boschivo. Estrema cura deve essere posta nel comunicare il corso di formazione sul territorio.

Oltre ai corsi di formazione di "inizio attività" è opportuno che i gruppi realizzino periodici aggiornamenti formativi, svolgano riunioni organizzative, testino l'efficacia dell'organizzazione con esercitazioni, organizzino attività tese a sviluppare la conoscenza del territorio e la socialità tra i volontari.

Prevenzione

L'incendio boschivo è un quadro desolante nel quale si consumano una parte della natura, della nostra storia, della nostra cultura e si distrugge un patrimonio naturale difficilmente ricostituibile nella sua originaria complessità ecologica. Qualsiasi strategia di prevenzione e lotta al fuoco è destinata a fallire se non sostenuta dalla partecipazione della cittadinanza, sia in termini di sensibilità che di partecipazione.

Oltre che da una mirata propaganda educativa, la prevenzione può prevedere una serie di interventi mirati sulla vegetazione, cioè a ridurre la sostanza organica accumulata nella lettiera o presente sulle piante. Benché quali operazioni realizzare dipenda molto dalle caratteristiche del territorio, di seguito indichiamo alcuni interventi di prevenzione da realizzare, ovviamente concordandoli con le autorità comunali, con l'eventuale ente Parco e con il Corpo Forestale dello Stato:

•  Pulizia del sottobosco: ripulire il manto vegetale, che costituisce il letto del bosco, da rami secchi, foglie cadute, e materiale infiammabile lasciato a marcire in terra. L'operazione può essere svolta organizzando squadre di volontari muniti di buste e guanti per la raccolta del materiale lasciato sul posto;

•  Spalcatura di giovani rimboschimenti: il lavoro consiste nella potatura di rami secchi di piante di conifere utilizzate nei rimboschimenti, soprattutto dove sono mancanti gli interventi di diradamento. Il lavoro prevede l'eliminazione di rami secchi sul tronco che deve avvenire con attrezzi affilati tali da non provocare rotture o slabbrature della corteccia e deve essere effettuata a raso tronco, evitando di asportare il collare presente alla base del ramo. L'altezza di potatura non dovrà essere inferiore ad 1/3 dell'altezza delle piante;

•  Decespugliamento laterale lungo le strade: in corrispondenza di strade principali che attraversano comprensori boscati a maggior rischio di incendio ( infiammabilità delle specie, esposizione, accumulo di sostanza organica, vicinanza con complessi edificati, aree di sosta turistiche….) si può prevedere una ripulitura laterale delle strade dalla copertura erbacea ed arbustiva per una fascia variabile tra i 5 ed i 20 metri, realizzata tramite il decespugliamento con mezzi manuali e meccanici;

•  Decespugliamento laterale ai boschi: lungo il perimetro di aree boscate, si può immaginare la creazione di una fascia di rispetto ( priva di vegetazione ), tale a ritardare o impedire il propagarsi degli incendi;

•  Realizzazione di sentieri spartifuoco: in aree dove sono presenti ambienti agricoli si può prevedere la manutenzione straordinaria dei consueti punti di accesso al bosco, attaraverso la conservazione o la corretta realizzazione di piccoli sentieri e dei muretti a secco che li delimitano. Tali muretti infatti, oltre alla consueta funzione di contenimento, costituiscono barriere fisiche all'avanzamento di fuochi radenti e nei casi necessari vanno recuperati dove interrotti e restaurati dove manomessi;

•  Mappatura e bonifica delle discariche abusive;

•  Mappatura degli invasi d'acqua e degli impianti idrici, e verifica dello stato di manutenzione, per il rifornimento degli elicotteri e delle autobotti.

Per molte di queste attività potrebbe essere molto utile coinvolgere, oltre ai volontari, anche la cittadinanza, magari con giornate dedicate in occasione di campagne di Legambiente come Puliamo il Mondo e Non scherzate col Fuoco.

Presidio del Territorio, Avvistamento e segnalazione

L'attività di avvistamento dei focolai è una delle armi più concrete ed efficaci che abbiamo per fermare i roghi. Infatti quanto prima viene individuato un incendio, tanto minori sono i danni e più facile e l'opera di spegnimento. Poter contare su una rete di vedette diffuse sul territorio permettere di intervenire sugli incendi sul nascere, prima che arrivino a raggiungere dimensioni rilevanti e, quindi a scaricare la loro potenzialità distruttiva. Inoltre per le squadre di spegnimento possono risultare fondamentali le indicazioni delle vedette per raggiungere nel più breve tempo possibile le aree incendiate, informazioni utilissime spesso anche ai mezzi aerei. Infine la presenza di volontari in divisa sul territorio svolge un'importante azione deterrente verso i piromani e quei cittadini che per non conoscenza o per violazione delle norme mettono a rischio le aree nostre preziose boscate.

Partendo da questi presupposti una rete di avvistamento e segnalazione funziona solo se è integrata con le altre forze che operano sul territorio, ovvero se c'è un coordinamento con il Corpo Forestale dello Stato, con le sale operative e con le squadre di spegnimento. E' importante che i coordinatori dei volontari impiegati nell'attività di avvistamento e segnalazione siano referenti diretti dei Centri Operativi Provinciali del Corpo Forestale dello Stato e riconosciuti dai Comuni. Infatti l'arrivo di una segnalazione da un volontario riconosciuto permette a chi si occupa di spegnimento di intervenire tempestivamente, senza bisogno di sopralluoghi, riuscendo così a bloccare sul nascere un incendio che se avesse tempo di svilupparsi, difficilmente potrebbe essere poi domato. L'organizzazione dei punti periferici di avvistamento, che ovviamente non può che differenziarsi a seconda delle peculiarità del territorio, prevede l'impiego di sistemi di rilevamento di tipo fisso e mobile.

Postazioni fisse: prevede l'impiego di vedette , composte da squadre da 2 persone, localizzate in punti aperti, con caratteristiche di ampia visibilità (crinali, coste, cime, pianure) di facile raggiungibilità e disposte a distanza tale da coprire con l'aiuto di binocoli tutto il territorio boscato oggetto di monitoraggio. Tale distanza è funzione dell'accidentalità dei versanti ed è legata al raggio di osservazione dei binocoli. Ogni squadra è in collegamento con un centro radio appositamente predisposto tramite ricetrasmittenti ed è provvista di carta topografica di adeguata scala (1:10000 1:25.000, 1:50.000 ). Si possono costituire postazioni fisse anche temporaneamente, in punti nevralgici in determinati giorni critici.

Postazioni mobili: si tratta di prevedere un servizio di perlustrazione a piedi, con cicli, motoveicoli, auto e fuoristrada. Il passaggio ripetuto su certe aree ha funzione di deterrenza dei confronti di eventuali malintenzionati, serve a richiamare alla cautela i frequentatori abituali del bosco, come contadini, escursionisti, ecc.

E' necessario fornire informazioni il più dettagliato possibile (ubicazione precisa dell'incendio, comportamento del fuoco, rilevare eventuali località e beni minacciati dall'incendi, vie di accesso più rapide). Una volta individuato un fuoco, l'intervento consiste nel raggiungimento, nel più breve tempo possibile, del punto di incendio e nell'immediata valutazione della situazione in atto, in modo tale da individuare le priorità di intervento e organizzare in caso di piccolo focolaio direttamente le attività di spegnimento.

A fine giornata è indispensabile compilare un verbale e approntare una modulistica dedicata per archiviare tutti gli interventi e le segnalazioni fatte, anche al fine di redigere una relazione finale dell'attività di antincendio.

Informazione alla Popolazione

Questa attività riveste un ruolo di primissimo piano nella battaglia agli incendi boschivi. Una cittadinanza più cosciente sarà più attiva nel controllo del territorio, nella segnalazione di incendi, nell'attenzione a non adottare comportamenti che mettano a rischio il bosco, nel considerare le aree protette un territorio da valorizzare e difendere. Il successo dell'iniziativa risiede nella capacità di illustrare alle autorità locali ed ai cittadini quello che si vuole fare per il proprio territorio, la natura volontaria delle attività, faccia vedere i benefici effettivi che si possono conseguire, i costi relativamente bassi che possono essere sostenuti dalla comunità.

Per una ulteriore incisività, bisogna rivolgersi al mondo della scuola. I bambini sono un ottimo veicolo di informazione oltre che di sensibilizzazione delle famiglie. Occorre perciò educarli a far conoscere bene il bosco tramite: visite guidate nel parco, dibattiti nelle scuole, attività per far conoscere la flora e la fauna del bosco, e i fattori ambientali a rischio nello stesso.

Infine soprattutto la sensibilizzazione rivolta ai fruitori del bosco (cacciatori, pastori, contadini, escursionisti…). E' quindi possibile per i Circoli concretizzare apposite campagne informative sul proprio territorio, proponendo appositi progetti agli enti territoriali.

Non Scherzate col Fuoco

E' la campagna nazionale di Legambiente e del Dipartimento della Protezione Civile interamente dedicata alla salvaguardia dei boschi italiani dall'inesorabile piaga degli incendi. Una due giorni organizzata a fine Giugno/primi di Luglio ricca di iniziative organizzata per sensibilizzare amministratori locali e cittadini, ma anche per impegnarsi in prima persona nella difesa dei nostri boschi. La campagna prevede la possibilità di organizzare sul territorio numerose iniziative con materiale divulgativo appositamente prodotto:

Sportello al cittadino-giornata dedicata alla diffusione del materiale informativo ai cittadini tramite banchetti da allestire nella piazza più frequentata della città o del paese;

Alla scoperta dei boschi-per coinvolgere cittadini e turisti in visite guidate nelle aree boscate, con particolare attenzione alla valorizzazione delle bellezze e delle potenzialità che una fruizione compatibile con l'ambiente rappresenta, all'estrema delicatezza degli ecosistemi boschivi, agli incalcolabili danni che il fuoco infligge ai boschi.

Bosco pulito-giornata di volontariato di massa impegnando i cittadini in opere concrete di prevenzione sul bosco come la pulizia degli stradelli, del sottobosco, di piccole discariche abusive, ecc.

Con Non scherzate col fuoco viene inoltre realizzata un'indagine per verificare quali azioni i comuni mettono in campo nella lotta agli incendi boschivi, come previsto dalla legge 353 del 2000. Le amministrazioni che risulteranno più meritorie sono premiate da Legambiente e dal Dipartimento della Protezione Civile con la bandiera "Bosco Sicuro" da esporre nel proprio territorio. Un riconoscimento per valorizzare il buon lavoro realizzato da molti enti locali e per stimolare quelli che fanno ancora troppo poco.

Non scherzate col fuoco rappresenta un utile strumento per i circoli di visibilità, partecipazione, ma anche per inserire al suo interno progetti e collaborazioni con gli enti territoriali.

Supporto alle Attività Investigative del Corpo Forestale dello Stato

Legambiente opera in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato anche nel supporto alle attività investigative sugli incendi boschivi. Questa fondamentale e delicata attività viene svolta soltanto dai circoli e dai soci abilitati da Legambiente Nazionale attraverso appositi corsi di formazione realizzati in Italia. Per operare in questo settore quindi è necessario contattare il nazionale e d avere informazione su come partecipare a tali corsi di formazione.

Perimetrazione delle aree percorse dal fuoco con dispositivo Gps

In concorso del volontariato a supporto dei comuni può essere un'attività fondamentale, soprattutto per la realizzazione del catasto delle aree percorse dal fuoco, unico vero strumento capace di fermare le speculazioni sulle zone bruciate. Questa attività spetta istituzionalmente alle amministrazioni comunali, ma è possibile pensare a convenzione e/o accfordi che autorizzino i volontari a supportare i tecnici comunali nell'attività di perimetrazione con sistema G.P.S.

Non appena vengono inviati dal Corpo Forestale dello Stato, indicativamente da metà settembre ad ottobre, i censimenti degli incendi avvenuti, organizzare i volontari in squadre ed iniziare l'opera di raccolta delle coordinate del perimetro delle aree percorse dal fuoco con sistema GPS e riportare tali coordinate su cartografia.

Come operare in Protezione Civile

Durante l'assemblea nazionale dei circoli di Legambiente di Napoli 2000, è stato apportato un importante cambiamento allo statuto della Federazione Nazionale del Volontariato di Legambiente con l'istituzione del Coordinamento Nazionale di Protezione Civile Legambiente.

Tale Coordinamento è la struttura che nella nostra Associazione promuove e coordina tutte le attività e le iniziative di protezione civile, sia nazionali che locali legate all'emergenza, alla prevenzione alla pianificazione e all'informazione alla popolazione. Fanno parte del Coordinamento tutti i Circoli di Volontariato della Legambiente che operano sulle tematiche di Protezione Civile la cui richiesta di adesione sia stata accettata dal Direttore del Coordinamento.

L'organizzazione interna è fondamentalmente una rete di circoli che il coordinamento nazionale supporta nella crescita e nelle attività e mette in relazione tra loro, valorizzando esperienze e progetti, elaborando proposte e linee guida che sul territorio possono essere realizzate ed utilizzate come spunto da adattare alle caratteristiche locali.

Per operare in protezione civile i Circoli devono essere costituiti come circoli di volontariato aderenti alla Federazione Nazionale di Volontariato Legambiente e devono fare richiesta di adesione al coordinamento nazionale di protezione civile Legambiente (spedendo via posta la domanda firmata in originale dal presidente del circolo al Coordinamento Nazionale di Protezione Civile Legambiente, Via Salaria, 403 — 00199 Roma).

I circoli locali devono, a seconda dell'ambito territoriale di competenza e delle capacità operative che sono stati in grado di costruire, iscriversi ai registri di protezione civile istituiti dagli enti locali. E' necessario informarsi sull'esistenza e le modalità di iscrizione a tali registri caso per caso, non esistendo ancora un'omogeneità nazionale nell'organizzazione degli enti locali nelle attività di protezione civile.

In generale sono le Regioni e le Province i soggetti che realizzano tali elenchi, passaggio spesso indispensabile non solo per operare nelle piccole emergenze locali, ma anche per accedere a corsi di formazione, attività e finanziamenti. In particolare sono i registri regionali, , in alcuni casi delegati alle Province, ad essere fondamentali in tal senso.

L'ultima cosa fondamentale da ricordare è che i volontari devono essere soci ordinari di Legambiente per l'anno corrente, infatti la tessera garantisce l'assicurazione, che è obbligatoria per operare in protezione civile.