Centro Permanente per il Volontariato nel Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane
Un
Centro Permanente per il Volontariato e
l'Educazione Ambientale è una struttura della Legambiente,
rivolta principalmente al mondo del volontariato, nazionale ed internazionale,
gestita da personale volontario, che organizza le proprie attività,
compatibilmente con le risorse di cui dispone, durante tutto l'arco
dell'anno, con particolare preferenza per quei periodi dell'anno che,
per condizioni climatiche, presenza di attività turistico-escursionistiche,
o di particolare pericolo (incendi boschivi) vedono un maggiore indice
di attività.
La localizzazione di questo genere di strutture avviene in preferenza
nelle aree protette, come nel caso del Centro realizzato nel Parco
Regionale di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane, gestito
dal Servizio Vigilanza Ambientale della Legambiente di Potenza in
collaborazione con l’Ente Parco.
Il Centro nasce nel cuore del Parco, nell’ex caserma forestale
di Pian di Gilio, nell’area faunistica del cervo e del daino,
che l’Ente Parco ha concesso in uso all’associazione.

La realizzazione del Centro di Gallipoli Cognato si inserisce nelle
attività del Settore Volontariato della Legambiente Nazionale
che dal 1999 promuove la creazione di strutture permanenti di volontariato.
E’ così che sono nati i Centri Permanenti di Volontariato
della Legambiente in Lombardia a Campsirago (LC), in Abruzzo l’ex
Convento S. Giorgio degli Osservanti di Goriano Valli (Aq), nel Parco
Regionale Sirente – Velino, in Puglia a Cutrofiano (Le), in
Campania a Paestum (SA) dove il locale Circolo della Legambiente ha
la gestione dell’Oasi Dunale Torre a Mare, preoccupandosi così
di curare il territorio, dalla spiaggia alla cinta muraria dell’antica
Poseidonia, passando per la pineta e le dune ed il nostro nel Parco
Regionale di Gallipoli Cognato.
Il Centro Permanente per il Volontariato è per Legambiente
il cuore di un sistema di attività di tutela e valorizzazione
che si colloca in maniera splendida all'interno di un'area protetta
e rappresenta la sede di numerose attività che la Legambiente
pone in essere per tutelare, conservare e promuovere un territorio.

Per
Legambiente, infatti, le aree protette costituiscono uno degli assi
su cui fondare una nuova e più forte identità nazionale
e per questo è necessario trarre tutti i benefici economici
e tutto il prestigio internazionale da una politica che, salvaguardando
le risorse naturali, assicuri una prospettiva di sviluppo per le aree
interessate, ed in particolare per quelle interne, montane e meridionali.
La politica dei parchi non deve essere più considerata una
bella cosa sostanzialmente marginale ed accessoria, ma percepita come
funzionale all’orientamento verso la sostenibilità dei
processi di riequilibrio territoriale che interessano molte aree del
paese, dove i parchi possono diventare i laboratori di uno sviluppo
che abbia al centro la promozione di quello che è uno straordinario
bagaglio di natura, cultura ed arte.
Nei parchi italiani, a differenza di quanto avviene all’estero,
si concentra infatti il “valore aggiunto” del nostro paese:
essi si configurano come territori caratterizzati non solo da un formidabile
patrimonio di biodiversità e da paesaggi di rilevante valore
naturalistico, ma anche da centri storici, borghi rurali, tradizioni
e culture antiche, e come luoghi di produzioni agricole tradizionali
spesso di qualità.

I parchi, dunque, come grandi opere di iniziativa pubblica che sollecitano
il protagonismo economico delle realtà locali, attraverso la
realizzazione di tante piccole opere materiali, di puntuali e capillari
azioni di conservazione della natura e di promozione di un tessuto
di servizi immateriali, incentivando anche attività e lavori
in settori economici fino ad oggi trascurati: si pensi alla realizzazione
dei centri visita e di informazione, alla cartellonistica, alla sistemazione
dei sentieri, ai molteplici interventi di riqualificazione ambientale
ecc..
Le aree protette quindi non come zone “selvagge”, ma territori
dei quali l’uomo è parte integrante, quale trasformatore
ma anche “custode”. E’ noto che, se alcune attività
hanno sempre interferito pesantemente con gli equilibri naturali,
altre - quali alcune pratiche agro-pastorali tradizionali - sono all’origine
di ambienti cruciali per il mantenimento della biodiversità,
e possono rappresentare oggi importanti strumenti di conservazione
della natura e al contempo contribuire allo sviluppo economico delle
comunità locali.

Il
Centro si pone quindi a supporto dello sviluppo locale, attraverso
la realizzazione di attività legate all'animazione culturale,
al lavoro con la scuola e con la comunità locale tutta, curando
anche aspetti quali la formazione professionale, la documentazione,
la ricerca, e la promozione di un turismo ecocompatibile e di qualità.
Il Centro si propone, attraverso la realizzazione delle attività
di volontariato ambientale, di contribuire alla "formazione di
mentalità e comportamenti utili per lo sviluppo locale e globale
sostenibile" come "soggetto attivo dello sviluppo locale
orientato alla sostenibilità ambientale e sociale".
Legambiente presso il Centro si propone tra l'altro di realizzare
campi studio, campi estivi ed invernali di volontariato ambientale
(nazionali ed internazionali), attività di manutenzione ambientale
del territorio, vigilanza e protezione del territorio, attività
di animazione sul territorio.
Già da questa estate il Centro ha cominciato le proprie attività
realizzando due campi di lavoro internazionali, il primo dal 27 Luglio
al 9 Agosto ed il secondo dal 10 al 24 Agosto, che hanno visto impegnati
nell'area del Parco Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane
30 volontari provenienti da Giappone, Canada, Germania, Grecia, Russia,
Francia, Belgio, Estonia, Italia, Ucraina, Spagna, Finlandia e Turchia.
I due campi di volontariato internazionale sono stati organizzati
per provvedere alla manutenzione dei sentieri esistenti nell'area
del Parco ed hanno visto i volontari impegnati in attività
lavorative per sei giorni la settimana, generalmente la mattina.

Il
lavoro, effettuato con attrezzi manuali, ha interessato lo spietramento
del sentiero, il taglio della vegetazione invadente (che rendeva impraticabile
a tratti i sentieri), il ripristino di muri a secco in pietra, la
realizzazione di staccionate e passamano nei tratti più impervi
dei sentieri stessi.
In particolare i volontari del primo campo hanno provveduto a ripulire
e ad effettuare la manutenzione del sentiero che porta sulla sommità
di Timpa Castello dove sono ancora visibili i resti delle abitazioni
e parte dell'originaria fortificazione di Gallipolis, l'insediamento
medioevale risalente al XII-XIII sec. d.c., abbandonata già
dal 1400.
I volontari del secondo campo hanno provveduto ad effettuare la manutenzione
della parte terminale del sentiero, attualmente indicato con il numero
410, che dallo Scalo di Campomaggiore porta fino alla Caserma Palazzo
(attuale sede dell'Ente Parco) ed a portare a termine il lavoro iniziato
dal gruppo precedente.
A giorni poi la struttura ospiterà un obiettore di coscienza
in servizio presso la Legambiente e due giovani volontari selezionati
nell’ambito di un progetto di Servizio Civile Volontario Nazionale,
impegnati in un progetto di protezione civile ed antincendio boschivo
nel Parco.

Il progetto, promosso da Legambiente e Arciserviziocivile, verrà
realizzato in rete nel Parco nazionale della Calabria/Sila, nel Parco
nazionale del Vesuvio, nel Parco nazionale dell'Alta Murgia, nel Parco
regionale della Murgia Materana e nel Parco regionale Gallipoli Cognato
Piccole Dolomiti lucane: cinque aree protette, dunque, che accoglieranno
10 volontari e volontarie che, dopo aver seguito i corsi di formazione
ed esercitazioni sul campo, saranno pronti per operare nell’attività
di prevenzione degli incendi, di informazione alla popolazione, di
avvistamento e segnalazione dei focolai.
Nei prossimi mesi la struttura sarà quindi completamente operativa
e saremo in grado di ospitare volontari stranieri da impegnare in
attività di manutenzione del territorio e giovani europei da
accogliere nell’ambito del Servizio Volontariato Europeo (S.V.E.),
da impegnare in progetti educativi di lungo termine, con impegno volontario
in progetti socio-culturali che interessano la gestione del centro
e le sue attività didattiche e scientifiche.